Ciclabile della Val di Casies, aria di tranquillità e cordialità, da Monguelfo a Santa Maddalena

La destinazione turistica è considerata come una vera chicca, un luogo in cui la parola “quotidianità” è completamente estranea, in cui si respira aria di tranquillità e cordialità. Da Monguelfo si inizia una escursione in bicicletta di particolare interesse paesaggistico.

 

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Facile da trovare questo percorso ciclabile, da Monguelfo, attraversa La Rienza (il fiume che scorre lungo tutta la Val Pusteria) e incontra da subito il Rio Casies, un torrente vivace e freddo che ci accompagna con il suo vivace concerto di suoni naturali lungo un tratto di valle fresca. La strada forestale è piacevolmente ombreggiata. La leggera pendenza non deve farci sfuggire la visione del Castello di Monguelfo. La visione di questo antico maniero appare più concreta dalla strada provinciale (per chi volesse iniziare il percorso proprio dalla carrozzabile, appena dopo la visione del castello può scendere sulla ciclabile da un bivio segnalato). In alto sopra una roccia, circondato da una corona di abeti il castello garantisce al cicloturista da subito un antipasto di questa vivace escursione in bicicletta.

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Lungo la prima parte fanno bella mostra di sé anche numerose pale in legno, significativi totem, dipinte dagli alunni della scuola media di Monguelfo una decina di anni orsono e che nei loro brillanti colori ben conservati, simboleggianti soggetti diversi, figure reali o fantastiche, emblemi antichi ed astratti, di sogni e realtà presenti nella mente di adolescenti oggi come ieri alla ricerca di creatività. La valle presto si apre quasi con la voglia di farci gustare la sua splendida natura. Prati fioriti, alti fusti di abeti e larici, l’umido sottobosco, profumato e stillante brevi canali di acqua sorgiva che vengono convogliati e fatti sbocciare in rustiche fontane, dissetanti e necessarie come non mai in questa estate caldissima del 2021. 

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Il lento scorrere di cicloturisti avviene nel silenzio assoluto, nemmeno lo scosciare del torrente è udibile. L’incontro avviene sempre con cenni di saluto, sorrisi e auguri di buona strada. Un atteggiamento che è comune in montagna e che concede di dimenticare, in pochi istanti, gli affanni e le storie di ogni giorno e libera il cuore all’incontro con ogni persona. Inizia il percorso Talblickweg e per la finitura del fondo stradale naturale e per la sua serenità è consigliato (da tabelle ricorrenti) anche per passeggiate con bambini (curioso anche il cartello con carrozzina per indicarne la facilità di percorrenza oltre alla tranquillità).

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La legna, in cataste già tagliata o ancora in fusti, è presente continuamente lungo il percorso e il profumo della resina e del legno fresco annunciano una prosecuzione della ciclabile in piena sintonia con la natura e l’ecosistema contrassegnato come biotopo. Quello estivo è un periodo proficuo per l’incontro anche con i locali, spesso agricoltori, contadini allevatori dediti all’allevamento. Il bosco lascia filtrare la luce spezzata del sole che con fasce luminose avvolge fusti e felci. Le fontane sono ovunque lungo la ciclabile. Esse raccolgono rivoli d’acqua che scendono dal monte e vengono incanalate in tubazioni rigorosamente di legno e diventano luoghi destinati alla ristorazione del viandante. Pochi attimi sono sufficienti per immergere mani e viso nel fresco ristoro e sentire il calore che abbandona il corpo ardente e sudato.

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Superato il villaggio Planca di Sotto, si incontra pure la destinazione Toblach-Dobbiaco. Attenzione perché l’itinerario mette a dura prova gli inesperti sia per la difficoltà della strada sia per la sua pendenza. Risulta di facile realizzazione per ciclo-viaggiatori escursionisti dotati di bicicletta a pedalata assistita (facilmente noleggiabile in tutti i paesi della val Pusteria, ma consiglio di rivolgervi all'amico Alfred presso la stazione di Villabassa) il dislivello che porta all’attraversamento dell’Alta Via di Dobbiaco. Lungo il percorso prima della discesa sulla valle di san Silvestro, ripida e tecnica, è piacevole soffermarsi, osservare e chiacchierare con i contadini che in altitudine svolgono attività di taglio e raccolta del fieno con attrezzature d’avanguardia per superare facilmente le pendenze dei prati.  Pur nelle difficoltà del territorio gli agricoltori di questo territorio svolgono il lavoro in piena serenità. Da San Silvestro poi si arriva a Dobbiaco lungo una strada asfaltata poco trafficata e si può raggiungere il luogo di partenza, nel nostro caso Monguelfo, lungo la ciclabile Val Pusteria. Ricordiamo che questa variante dell’escursione è adatta solo per i più forti e dotati di bicicletta a pedalata assistita.

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La ciclabile della val di Casies supera Planca raggiunge San Martino e prosegue verso Santa Maddalena transitando lungo una buona ciclovia a volte sterrata ma spesso asfaltata, lontano dalla carrozzabile, che presto si porta su pendenze del 7/9/11% pur se per brevi tratti. Si arriva in 5 chilometri oltre i 1300 metri e seguendo le indicazioni poste lungo la ciclabile si possono trovare luoghi tradizionali per un ristoro.

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Lo scenario che si può ammirare da questa altitudine è superiore al pensabile. Infatti guardando alle spalle e percorrendo visivamente la strada percorsa in bicicletta ci si stupisce dalla corona di montagne e dalle dolomiti che appaiono sullo sfondo. Consumare un pasto o una pausa in qualche malga o agriturismo è l’azione che restituisce forza ai muscoli indolenziti. Dall’agriturismo Regiohof scrivevo una cartolina sul web ai nipoti e familiari: “Cari amici, qui si mangia davvero bene e il panorama su tutta la vallata fino alle Dolomiti è meraviglioso. La bottega dell’agriturismo produce fantastiche marmellate, mieli di diverso tipo, grappe pregiate e gin davvero speciale. Un vero luogo per vacanze per intenditori in puro relax. Un piccolo angolo di paradiso.”

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Poi la discesa meritata, lungo la strada provinciale, con cautela e senza fretta, non senza aver prima visitato la chiesa parrocchiale di Santa Maddalena, (ove è doveroso ammirare una pietà di pregevole fattura e valore) quella di San Martino successivamente, (un sito incantevole e apprezzato da tutti gli amanti della natura) e concludere con la visita alla chiesa di Tesido. Per molti, l'amata destinazione turistica è considerata come una vera chicca, un luogo in cui la parola “quotidianità” è completamente estranea, in cui si respira aria di tranquillità e cordialità. Con la sua imponente figura, San Cristoforo richiama e protegge i viaggiatori innamorati di questi luoghi.

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L'intero giro in bicicletta da Monguelfo fino in fondo alla Val Casies è, come si evince dal testo, rilassante ma  impegnativo con circa 40 km di lunghezza, e specie nell'ultimo tratto, prima di arrivare a Santa Maddalena, la pendenza si fa sentire e bisogna avere un po' di allenamento. Ritirate il vostro guest pass gratuito direttamente nel vostro alloggio per un ritorno eventuale da qualsiasi stazione della linea ferroviaria della Val Pusteria.

Ciclabile Lago Anterselva

Ciclabile San Candido, Sesto, Moso, Val Fiscalina

Ciclabile Lago Braies

Ciclabile Val Pusteria (in fase di pubblicazione)

 

Cronaca di un fatto doloroso della Val di Casies: 24 luglio 1966 attentato ai finanzieri Salvatore Cabitta e Giuseppe D'Ignoti.

Giuseppe DIgnotiNegli anni Sessanta, in piena guerra fredda, una serie di attentati sconvolse l’Alto Adige. L’irredentismo sudtirolese e la volontà della Nato di mantenere il confine del Brennero in funzione antisovietica, vennero strumentalizzati dai servizi segreti, di fatto sperimentando quelle tecniche di “guerra non ortodossa” che raggiungeranno il culmine, a partire dal 1969, nella cosiddetta strategia della tensione. Gli attentati sono compiuti da membri del BAS (acronimo di “Befreiungsausschuss Südtirol”), formazione secessionista altoatesina. Il giornalista d’inchiesta bolognese Gianni Flamini, tra i massimi esperti di terrorismo, definirà “Brennero connection“ il movimento separatista, sostenuto e foraggiato da ambienti neo-nazisti di oltralpe. Esso operava attraverso fuoriusciti altoatesini, i quali, a partire dal 1956, effettuarono attentati, inizialmente facendo saltare tralicci dei cavi elettrici ad alta tensione, infrastrutture pubbliche e simboli dell’italianità di quelle terre e successivamente  attaccando con armi ed esplosivi singoli militari dell’Esercito e delle Forze di Polizia.
Alle 23.20 del 24 luglio 1966, mentre rientravano nella caserma di S. Martino di Casies (BZ), i finanzieri Salvatore image gallery Salvatore CabittaCabitta e Giuseppe D'Ignoti furono coinvolti in un'imboscata tesa da terroristi appartenenti ad una organizzazione separatista sudtirolese. Colpiti da alcuni proiettili esplosi da breve distanza, i servitori dello stato rimasero gravemente feriti. Morirono il 1° agosto presso l'Ospedale civile di S. Candido (BZ).

Uno dei principali obiettivi dell’azione terroristica fu proprio la Guardia di Finanza, sia perché capillarmente presente nella provincia in ragione dei suoi compiti di controllo militare e fiscale della frontiera, sia perché rappresentante in loco di una delle funzioni dello Stato che agli occhi degli elementi anti-italiani era la più odiosa, cioè l’accertamento dei tributi ed il contrasto all’evasione fiscale. Tratto da http://www.piantiamolamemoria.org/terrorismo-in-alto-adige

Approfondisci visitando il sito http://museostorico.gdf.it/giorno-della-memoria-delle-vittime-del-terrorismo/giorno-della-memoria-delle-vittime-del-terrorismo/finanziere-giuseppe-dignoti

 
 

Hai una storia da raccontare, un diario di viaggio in bicicletta. Vogliamo ascoltare la tua storia! Se la invii a questo sito, sarà inserita in una pagina al più presto possibile come tanti tuoi amici hanno già fatto. Un racconto che resterà per sempre. Invia il tuo racconto in Word a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e  includi 5/10 immagini. Un saluto, ti aspettiamo.

 

 

Fernando Da Re

Un cuore, due gambe e una bicicletta. In testa sempre la fresca vivacità di raccontare. Il risultato lo ritroviamo in questo sito da lui creato e portato avanti con l’entusiasmo e l’impeto dell’atleta che cerca risultati.


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